SONNAR  f/2  VS  TRIOTAR  f/4:

ALLA  SBARRA  SU  UN  MODERNO  BANCO  MTF

I  DUE  CELEBRI  MEDIO-TELE DA  85mm  DI  CASA  ZEISS

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Gli 85mm f/2 tipo Sonnar ed f/4 tipo Triotar hanno convissuto nel sistema Contax a telemetro, ciascuno
relegato ad un ruolo ben preciso: prestigioso obiettivo di punta il Sonnar - costoso, luminoso ed accreditato
di elevate prestazioni - ed alternativa economica il Triotar - abbordabile, piccolo e leggero ma da sempre avvolto
dall'aura di "ripiego della mutua"; la Contax a telemetro è stata certamente un apparecchio di prestigio, sofisticato
e costoso, destinato ad un'utenza d'elìte, competente e benestante, che ha sempre amato il Sonnar f/2  per
la qualità ottica che garantiva ma anche come feticcio fine a se stesso, target di un benessere faticosamente
raggiunto e da palesare con malcelato piacere ed apparente noncuranza.

In quest'ottica il Triotar ha sempre fatto la parte del brutto anatroccolo, relegato all'ombra del mitico Sonnar
e schiacciato sotto il peso della sua massiccia montatura straripante di lenti d'ampio diametro, frutto del
progetto-capolavoro del grande Bertele; lui misero,stretto in un ridicolo e strimilzito barilotto che puzzava d'antàn,
con un semplice, meschino tripletto da contrapporre al panzer f/2, ha conosciuto una vita attiva fatta di
bocche ritorte, sguardi disgustati, commenti salaci ed un tal senso di rifiuto da divenire psicosomatico...

La storia stessa ha steso un pietoso velo su questo indegno frutto della Zeiss, nato da chissà quale mente
ottenebrata: nessuno parla volentieri di questo figlio di un dio minore, come nessuno restaura volentieri una
misera Fiat 600D....

Dopo tanti anni, con cuore sereno e mente aperta voglio svelare gli autentici valori in campo, quelli che sono realmente
significativi e non a puro appannaggio degli iconoclasti: un severo ed inflessibile banco MTF  Zeiss K8 ha messo
alla frusta un Sonnar 2/85 dell'ultima generazione (un 7 lenti per Contarex, evoluto rispetto al prebellico a 6 lenti)
ed un classicissimo Triotar 4/85, entrambi provenienti dalla produzione di serie e testati in condizioni reali.

Qualche coraggioso a suo tempo affrontò controcorrente i Soloni, sussurrando che il volgare tripletto (ptuah, tutti
sputarono al solo udirne il nome), se progettato per un angolo di campo un po' ristretto e limitandole adeguatamente
l'apertura massima, permetteva le quote di correzione necessarie ad ottenere un'immagine di alta qualità....

Immaginiamoci la risposta dei dogmatici depositari del verbo: risate, insulti e pernacchie a scena aperta si sprecarono!

Beh, ride bene chi ride ultimo.




Il mitico Zeiss Sonnar 2/85, nell'ultima e più accreditata versione a 7 lenti, presentata
in questo caso in montatura Contarex con un esemplare della prima ora (1958-59):
un obiettivo che ha mutuato per decenni una fama leggendaria per la sua brillantezza
di resa

 


lo schema ottico del Sonnar 2/85 ultima serie, derivato da quello mitico Sonnar 1,5/50, troneggia
in tutta la sua potenza diottrica sul misero Triotar 4/85, un ridicolo tripletto buono per i regali delle patatine...

 


Questi inediti MTF sono stati eseguiti su esemplari reali, di produzione, con un banco Zeiss K8, analogo
a quello impiegato per ricavare gli standard Zeiss delle borchures allegate ai prodotti; il test è stato eseguito
a piena apertura e con due stop di chiusura, inteso come diaframma ottimale di lavoro; pur col vantaggio
della maggiore chiusura effettiva, il modesto Triotar prende a schiaffoni il celeberrimo Sonnar, mostrando
quanto sia vero che anche un semplice tripletto di Cooke, se progettato per un angolo di campo ridotto
e con luminosità modesta, è in grado di trovare un equilibrio ottimale nello stato di correzione sul campo;
nella fattispecie, il rendimento ad f/8 non ha nulla da invidiare a quello dei moderni medio-tele di qualità,
se escludiamo i pochi campioni fuori-quota; insomma, il brutto anatroccolo si è preso la rivincita, anche
se tardiva, e scusate se sogghigno sotto i baffi.....

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