ZEISS  LUMINAR :

L'ANELLO  DI  CONGIUNZIONE

FRA  I  MICROSCOPI  E  LA  MACROFOTOGRAFIA





ABSTRACT

Thanks to an unbelievable gift from my dear friend Klaus (a boxed 4,5/63 Luminar!), I have the
juicy opportunity to talk a bit about these very special lenses, calculated in the early '50 for the
Zeiss Ultraphot photo-micrography system and then released for general photographic
purposes, intended for working on extension bellows; the Luminars, born and  produced
in the Zeiss-Winkel microscope facility in Goettingen, show a very simple optical formula, but
in the given range their performances are outstanding with a very high resolving power, a real
must for the ultimate macro-photographers in love with high ratios and very small subject;
the Luminar 63mm f/4,5 I enjoy could permit an eversive infinity focusing on short back-focus
cameras such as the modern Canon D-SLR's, but the massive field curvature that occurs even
at DIN A3 ratios suggest us to forget about it and to prefer the fine performance delivered in the
optimal range, between 2x and 10x; Luminars was expensive and difficult to ride, but they always
stood as the non-plus-ultra for super-macro fans.


30/08/2007

 

Durante una recente trasferta di cortesia in Germania, il  carissimo amico Klaus ha voluto sorprendermi
facendomi dono di uno Zeiss Luminar 63mm f/4,5 appartenente alle prime serie degli anni '60; approfitto
dell'occasione per ringraziarlo nuovamente, di cuore, e colgo la palla al balzo per fare due chiacchiere
proprio sugli Zeiss Luminar, obiettivi poco conosciuti e molto favoleggiati che costituiscono un autentico
anello di congiunzione fra il mondo della microscopia e quello della macrofotografia spinta: si tratta infatti
- in soldoni - di obiettivi per microscopio caratterizzati da planeità di campo nell'intervallo previsto e di un
diaframma regolabile aggiuntivo, due prerogative che li differenziano dalle ottiche per microscopio propriamente
dette e che li rendono idonei alla ripresa fotografica.

 


Questo Zeiss Luminar 63mm f/4,5 degli anni '60 esemplifica l'estetica generale dei Luminar, strettamente
derivata dagli obiettivi da microscopio e caratterizzata dalla presenza di una ghiera per il diaframma,
necessario per l'utilizzo fotografico previsto; la filettatura per il montaggio è quella standard da microscopia

 

Gli Zeiss Luminar esordirono nel 1951 come complemento del sistema Zeiss Ultraphot, poi Ultraphot II,
uno speciale microscopio concepito per la micro-fotografia ed equipaggiabile con diversi tipi di fotocamere,
da speciali corpi 35mm a modelli per emulsioni Polaroid; questi obiettivi furono prodotti nello stabilimento
Zeiss-Winkel di Goettingen, specializzato proprio in microscopi, e furono dotati di attacco standard RMS
(un filetto da w 0,8" x 1/36", pari a 20,32mm x 0,7mm) che permetteva di applicarli alle torrette standard
dei microscopi; la sigla RMS è l'acronimo di Royal Microscope Society, dalla quale quest'attacco è stato
creato; seguendo la prassi comune in voga nel settore, i dati di targa furono differenziati con colori
diversi a seconda del modello, per un riconoscimento immediato ed intuitivo; faceva eccezione il modello
superiore, il Luminar 100mm f/6,3, che esibiva un'esclusiva filettatura da 35 x 0,75mm; in realtà obiettivi
simili venivano già prodotti prima della guerra, e la stessa Zeiss-Winkel di Goettingen - prima dei Luminar -
produceva analoghi obiettivi denominati Micro-Luminar e caratterizzati da uno schema più complesso.

Gli Zeiss Luminar furono realizzati in cinque focali diverse, in grado di coprire un vasto intervallo di rapporti
di riproduzione, maggiori con le focali corte e minori con quelle più lunghe; le versioni disponibili erano:

LUMINAR 16mm f/2,5
LUMINAR 25mm f/3,5
LUMINAR 40mm f/4,5
LUMINAR 63mm f/4,5
  LUMINAR 100mm f/6,3


Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, i gruppi ottici dei Luminar si basano su schemi di estrema
semplicità, soprattutto tripletti, tuttavia l'ottimizzazione specifica su un limitato range operativo e la luminosità
modesta consentono di ottenere un potere risolutivo molto elevato (il 63mm in mio possesso fu testato e
garantiva oltre 300 l/mm), unito in soggetti tridimensionali ad uno sfuocato molto particolare, tipico dei tripletti
derivati dal mitico schema di Cooke; la maggiore luminosità delle versioni di corta focale (destinate ad ingrandimenti
molto elevati) si giustifica con l'ottemperanza alla regola generale sulla diffrazione, che per garantire un elevato potere
risolutivo richiede aperture via via maggiori all'aumentare del rapporto di riproduzione.

 

una carrellata completa sugli schemi ottici dei Luminar, caratterizzati da una semplicità
sconcertante e comunque molto efficaci; le versioni destinate a rapporti di riproduzione
stabilmente collocati oltre l'1:1 presentano lo schema in posizione invertita

 

La gamma Luminar garantiva elevate prestazioni nello specifico intervallo di rapporti di riproduzione
per cui ogni modello era stato calcolato ed ottimizzato, secondo le seguenti indicazioni:

  LUMINAR 16mm f/2,5  =  10x - 40x     optimum = 14x     diaframma = 1 - 15    tiraggio = 11,5mm

LUMINAR 25mm f/3,5  =  6,3x - 25x    optimum = 8,8x    diaframma = 1 - 15    tiraggio = 23mm 

    LUMINAR 40mm f/4,5  =   4x - 16x       optimum = 5x      diaframma = 1 - 60     tiraggio = ?            

   LUMINAR 63mm f/4,5 =   2x - 10x       optimum = 3x      diaframma = 1- 60      tiraggio = 45mm    

  LUMINAR 100mm f/6,3  =  0,8x - 8x     optimum = 2x       diaframma = 1 - 60    tiraggio = 91,8mm


I valori relativi all'apertura del diaframma seguono una scala fattoriale dell'esposizione: misurata quest'ultima
a piena apertura (ed assegnatole fattore 1), i successivi valori rappresentano i fattori per cui moltiplicare il tempo
di posa ottenuto dalla lettura a diaframma spalancato; all'atto pratico, ad ogni scatto corrisponde una riduzione
della luce pari al 50%, esattamente come nei diaframmi tradizionali; riferendomi al mio 63mm f/4,5, ho realizzato
una scala di conversione, adottando per necessità la vecchia scala in voga nel periodo pre-bellico.

 

ecco i valori effettivi corrispondenti ai parametri fattoriali sulla ghiera del
diaframma del Luminar 63mm f/4,5

 

I Luminar coprivano un angolo effettivo di circa 22° - 27° e nelle condizioni di esercizio standard erano in
grado di coprire anche grandi formati di negativo: furono infatti disponibili a catalogo - con speciali e specifici
adattatori - sia per Linhof 6x9cm e 9x12cm, sia per Rolleiflex SL66, sia per Hasselblad; per quest'ultima era
fornito uno speciale otturatore di servizio (in pratica era uno Zeiss Planar 80mm f/2,8 C privo di lenti), dotato di
una particolare baionetta anteriore che accettava un massiccio anello metallico di riduzione con foro centrale per i
Luminar; curiosamente, questa denominazione comparve sugli obiettivi solo negli anni '60 (sulle versioni per Contarex),
mentre le primissime versioni (come l'esemplare illustrato) portavano solo il logo Carl Zeiss "doppietto acromatico" ed
il numero di sette cifre che li caratterizzava non era una matricola ma un codice identificativo di produzione; i modelli
più recenti presenteranno sia la denominazione cubitale Luminar sia il nuovo marchio Zeiss "block-logo".

 


l'adattatore fornito dall'Hasselblad a partire dagli anni '60 per montare i Luminar
sui suoi corpi macchina è costituito da un "corpo" Planar 80/2,8 senza lenti con
flangia anteriore supplementare cui andava applicato un adattatore-riduttore ad RMS

credits: photos (4) Foto Dozzese Collection

 


Considerando l'attuale diffusione della fotografia digitale, ho cercato di adattare lo Zeiss Luminar su questi sistemi,
valutando i limiti funzionali dello specifico esemplare di cui dispongo; per ottenere un file di ampie dimensioni e basato
su pixel di superficie adeguata ho applicato il 63mm f/4,5 sull'ormai classico corpo EOS 5D, sfruttando l'articolata
serie di adattatori in cascata illustrata nell'immagine che segue.

 

per adattare lo Zeiss Luminar 63mm f/4,5 alla mia Canon EOS 5D ho utilizzato un anello auto-costruito (in pratica un tappo
di plastica forato) che permette di passare dal filetto RMS w 0,8" x 1/36" al più comune 42x1mm; un ulteriore anello adattatore
42x1mm - Nikon F consente di montare il Luminar sul classico soffietto Nikon PB-6, robusto e dotato di una comoda slitta
micrometrica secondaria a cremagliera per la messa a fuoco fine; un ulteriore anello Nikon F - Canon EOS permette di applicare
il corpo macchina a soffietto; l'esposimetro è regolarmente in funzione e l'impiego abbastanza convenzionale

 

un'altra vista dell'insolito abbinamento che permette al vecchio Luminar di
impressionare direttamente un sensore 24x36mm da 12,8 mpx

 

il complesso sul campo, pronto per i primi test

 

Come già accennato, nel Luminar 63mm f/4,5 il tiraggio minimo richiesto per un'eventuale messa a fuoco
ad infinito è di 45mm, quindi utilizzando un singolo anello RMS - EOS sarebbe senz'altro possibile effettuare
riprese a lunga distanza su corpi Canon, tuttavia il range prerferenziale va da 2x a 10x, con un picco di ottimizzazione
a 3x, ingrandimenti molto spinti che lasciano intuire quanto ci si allontanerebbe dalle specifiche di progetto; infatti.....

 

....questa ripresa del selciato asfaltato corrisponde ad un rapporto di riproduzione di 1:10, pari ad un campo
inquadrato di 24x36cm; nonostante si sia ancora nel range delle coniugate molto ravvicinate, appare evidente
come il Luminar non sopporti l'utilizzo disinvolto al di fuori dei parametri di progetto, esibendo immediatamente
una vistosa ed inaccettabile curvatura di campo, evidenziata dalle frecce colorate: è un comportamento tutto
sommato prevedibile, dal momento che il semplice schema ottico è rigido, senza alcun flottaggio interno; marginalmente,
è anche possibile che il ridotto tiraggio abbia ristretto la coniugata posteriore, riducendone il diametro della proiezione
al punto che l'area di correzione preferenziale non sia più in grado di inscrivere il 24x36mm

 

questo scatto è stato eseguito a mano libera con lo stesso tiraggio del precedente, focheggiando
a piena apertura e chiudendo "alla cieca" il diaframma stop-down, cercando di non spostare nel
frattempo il piano di fuoco; la brillantezza delle zone centrali è notevole, con uno sfuocato molto
caratteristico (i tripletti ben realizzati hanno spesso sfuocati particolari e molto riconoscibili) ma
basta spostarsi fuori asse di poco per assistere al degrado dovuto principalmente alla curvatura di campo

 


l'ingrandimento al 100% del dettaglio selezionato evidenzia il brusco degrado,
che sconsiglia l'impiego a coniugate superiori a quelle previste dal progetto

 



uno scatto eseguito ad 1:1 (per quanto ancora fuori dai parametri standard) non presenta le
aberrazioni evidenziate ad 1:10 ed il potere risolutivo dell'ottica è soddisfacente

 


il dettaglio al 100% del file prelevato dall'immagine precedente
conferma l'elevata risoluzione dello Zeiss Luminar

 


come forzatura, ecco uno scatto a mano libera eseguito a piena apertura f/4,5 (non avevo tempo e modo di
chiudere il diaframma mentre focheggiavo l'insetto) con un rapporto di riproduzione di 1:1,5, anche questo
al di fuori dei parametri preferenziali

 





nonostante l'impiego fuori gamma, a piena apertura e a mano libera con messa a fuoco
veloce ed approssimativa la resa è sempre soddisfacente, nonostante si tratti di un
semplice tripletto le cui radici affondano nel periodo prebellivo

 


Vari produttori hanno realizzato obiettivi super-macro in attacco RSM, da Olympus a Minolta,
da Canon (Canon FD macro bellows) a Nikon (l'analoga gamma macro-Nikkor), alla stessa
Leitz con la serie Photar, tuttavia i Luminar appartengono alla schiatta più antica e gloriosa, e
nonostante un prezzo di listino francamente sproporzionato alla semplice costruzione meccanica
ed ottica sono tuttora un mito nel ristretto ambiente dei macro-fotografi abbonati ai forti ingrandimenti
e all'alta qualità ottica; con la gamma Luminar si passa da 0,8x a 40x, coprendo l'intero range compreso
fra la macrofotografia generica disimpegnata e la microfotografia propriamente detta, con la garanzia della
consueta ed impeccabile qualità Zeiss.

(Marco Cavina)

 

MARCOMETRO

I  LUMINAR  SONO  BASATI  SU  UN  CONCETTO  ELEMENTARE:
MASSIMA  SPECIALIZZAZIONE  DI  NICCHIA  PER  MASSIMA
QUALITA';  SEMPLICI  EPPURE  COSTOSI,  OTTICAMENTE  MINIMALI
EPPURE  ECCELLENTI, HANNO  INCARNATO  PER  MEZZO  SECOLO
LO STEREOTIPO  DELL'OTTICA  PER  MACRO  SPINTA,  SENZA  DELUDERE  MAI
GLI  UTENTI  CHE  SI AFFIDAVANO  AL  RINOMATO  BLASONE  TEDESCO



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