LO  SCRIPTORIUM  DI  PIERPAOLO  GHISETTI

ARTICOLO  n°  15

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CARL  ZEISS  JENA  SONNAR  30cm  F/4

 

Pierpaolo Ghisetti

(09/09/2010)


Il sistema Contax a telemetro è sicuramente molto conosciuto dagli appassionati, soprattutto nelle focali più comuni, ovvero dal 21 al 135mm. Tuttavia, proprio per la propria pretesa di universalità, i progettisti della Carl Zeiss Jena s’impegnarono oltre ogni limite per fornire apparati ottici fuori dalla norma, che surclassassero ogni altro concorrente. Oltre al più convenzionale Tele Tessar 30cm f/8, esiste tuttavia un altro 30cm (300mm), presentato nel 1940, che rappresenta una delle più alte vette tecnologiche raggiunte dal progettista Bertele e dalla CZJ: il Sonnar 30cm f/4.

Lo schema Sonnar di 5 lenti in 3 gruppi fu adattato, grazie anche all’impiego di una lente speciale FK5  a bassa dispersione, ad una lunghezza focale superiore al 18cm; il peso conseguente era di 2340g, e il diametro della lente anteriore di 72 millimetri: un autentico mostro. L’uso previsto era esclusivamente in abbinamento con la cassetta reflex Flektoskop, a lati di visione invertiti.

Il nostro Sonnar è stata l’ultima ottica per Contax presentata nel periodo anteguerra, all’incredibile prezzo di 905 RM. Se si pensa che il famoso 18cm f/2,8 Olympia Sonnar costava 570 RM e il comune 13,5/4 solo 190 RM, si comprende bene perché quest’obiettivo sia a tutt’oggi introvabile e conosciuto da un ristrettissimo numero di appassionati, che l’hanno potuto vedere perlopiù in disegni d’epoca. Fu presentato ufficialmente alla Fiera di Lipsia nel 1940, anche se la produzione era già iniziata nel 1938, andando così a sostituire il già citato Tele Tessar f/8, la cui fabbricazione era appunto cessata nel ’38.

Quest’obiettivo, come detto, era fornito esclusivamente in combinazione con la cassetta reflex Flektoscop, per essere poi riproposto nel dopoguerra con la cassetta Flektometer, dotato di pentaprisma e visione corretta. Storicamente rappresenta il primo obiettivo per fotocamera 35mm ad essere fornito di diaframma a preselezione. La minima distanza di messa a fuoco era di appena tre metri, sia nella versione anteguerra che in quella dopoguerra.

Il Sonnar 30cm, all’epoca della sua comparsa, si poneva in un pianeta a sé stante: la Leitz propose un Telyt 280mm f/4,8 solo nel 1961!

La versione anteguerra cromata, si distingue immediatamente da quella successiva della CZJ DDR, in quanto quest’ultima è verniciata integralmente in nero e con l’indicazione della lunghezza focale espressa in millimetri.

La produzione fu così suddivisa:

350 pezzi dal ’38 al 1945, della CZJ;

155 pezzi per ditte esterne, Askania nel 1940 e Debrie nel 1942;

653 pezzi dal 1946 al ’49, della CZJ DDR,

100 pezzi nel 1946 per fotocamere FED (passo a vite 39x1), in conto riparazioni di guerra, gestiti dallo SMAD;

  75 pezzi forniti già accoppiati in fabbrica alla cassetta Flektometer dal ’51 al 55:

per un totale di 1.078 Sonnar per il solo sistema Contax e una produzione complessiva di 1.333 esemplari, come risulta dal libro ufficiale di produzione della Carl Zeiss Jena. Infatti il barilotto di questa versione è stato adattato a tutti gli innesti delle fotocamere costruite nella DDR: pertanto si trovano esemplari con innesto 42x1, Exakta, Praktina e Pentacon Six.

La Debrie era una ditta francese, dopo il 1940 sotto controllo tedesco, che costruiva sia fotocamere a molla ad avanzamento rapido, che cineprese, mentre l’Askania era una fornitrice di ottiche alla Debrie. E’ chiaro pertanto che i Sonnar costituivano l’ideale completamento di queste cineprese per riprese ad alta velocità.

La rarità attuale del Sonnar f/4, specie nella versione anteguerra, è sicuramente da ricercarsi nel fatto che quest’ottica fu in realtà costruita per usi civili in solo 100 esemplari, mentre la produzione del 1945 fu sicuramente dispersa in Germania Est e in URSS. Infatti l’uscita sul mercato di un’ottica così strabiliante durante il periodo bellico, fa pensare che in realtà quest’obiettivo fosse stato concepito essenzialmente per usi militari di sorveglianza, ricognizione, telefotografia notturna.

La versione dopoguerra della CZJ DDR, riproposta a partire dal 1946, con elegante verniciatura nera e dal peso di 1.600g, è ugualmente rara, ma non così difficile da trovare come quella della CZJ.

La valutazione di quest’obiettivo non è quantificabile esattamente, in quanto pochi collezionisti lo conoscono e un numero ancora minore l’ha visto di persona:  occorre ribadire che ci troviamo davanti ad un pezzo molto più raro del mitico Olympia Sonnar da 18cm.  .

Il Sonnar 30/4 rappresenta una delle più alte vette tecnologiche raggiunte dalla Carl Zeiss Jena nel periodo degli anni quaranta, preannunciando gli straordinari obiettivi militari, come l’incredibile 40cm f/1,5 ammirato dall’autore di queste note al Museo Zeiss di Oberkochen. Tuttavia, rimane il fatto che quest’ottica fu posta veramente in vendita al pubblico, aprendo, di fatto, la strada, con decenni d’anticipo, ai luminosi teleobiettivi dotati di vetri speciali alla fluorite degli anni settanta.

Arrivati semplicemente venti od anche trent’anni dopo!

                                                                  (Pierpaolo Ghisetti)

Sullo CZJ  Tele Tessar 30cm f/8 si può leggere:

http://www.photobit-forum.it/phpbb/viewtopic.php?f=11&t=5277



CZJ Sonnar 30cm f/4 prima versione con cassetta reflex Flektoscop: autentica rarità

 

CZJ Sonnar 30cm f/4  versione DDR con rara cassetta Flektometer , con lati di visione corretti

 

Teste ottiche della prima e seconda versione a confronto

 

 I due Sonnar, anteguerra  a sinistra e dopoguerra a destra, con le rispettive cassette reflex

 

Alcuni particolari del CZJ Sonnar 30cm f/4 prima versione con cassetta reflex
Flektoscop, uno dei pezzi più rari e straordinari del sistema Contax

 

(Addendum di Marco Cavina)

Lo Schema ottico del Sonnar 30cm f/4 fu calcolato da Ludwig Bertele e presentato il 21 Aprile
del 1937; lo schema si basa sull'architettura del coevo Sonnar 85mm f/2 (col classico doppietto
posteriore con raggio di curvatura degli elementi collati di segno opposto rispetto ai Sonnar da
50mm), semplificando il gruppo composto anteriore con il passaggio da un tripletto collato ad
un doppietto. La semplificazione del gruppo composito anteriore, soddisfacendo nel contempo
le esigenze di correzione cromatica richieste da un tele di focale simile, è stata possibile grazie
all'adozione - prima assoluta nella produzione Zeiss - di un particolare vetro ottico, composto in
prevalenza da fluoruri/aloidi e caratterizzato da una dispersione estremamente ridotta, per l'epoca;
tale vetro ha un numero di Abbe pari a 70,4 e viene utilizzato ancora oggi con la denominazione
FK5. Questo schema non corrisponde ad un tipo tele da 8° di campo, come la focale sul formato
24x36mm lascerebbe supporre, ma ad un obiettivo in grado di garantire un campo anastigmatico
decisamente maggiore, il che consentirebbe di coprire anche un formato di pellicola largamente
superiore, come confermato dai modelli realizzati in attacco Pentacon Six, apparecchio per pellicola 
6x6cm. Questo schema ottico rivive nel classico Sonnar 150mm f/4 per Hasselblad, uno dei
medio-tele più apprezzati della produzione Zeiss postbellica.

 

Questi rari schemi, deteriorati dal tempo, riproducono le schede tecniche
del Sonnar 30cm f/4 compilate da Willi Mertè a Dayton (Ohio, USA) nel
1947, poco prima della morte, nell'ambito delle acquisizioni tecniche gestite
dalla Operation Paperclip; lo schema conferma l'utilizzo di vetro Fluor Krown
a bassa dispersione nella seconda lente e l'adozione di un diaframma posteriore,
esterno al nocciolo ottico.

(Marco Cavina)


(testi di Pierpaolo Ghisetti e Marco Cavina; immagini analogiche di
Pierpaolo Ghisetti con editing digitale di Marco Cavina)

 


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