LA  BICI  DA  CORSA  DI  RITA

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Questa bici l'ho immaginata ed assemblata personalmente a mano, con tutto il mio
amore; persino le ruote sono state montate da me partendo da zero, e tutta
la bici, dall'estetica generale alla messa a punto, dalla postura biomeccanica ai
"trucchi" tecnici, è stata oggetto di un notevole labor limae, al fine di creare
lo strumento "perfetto" per le esigenze della mia dolce metà, ingentilito però
anche da un'estetica sbarazzina, ricercata ed inequivocabilmente femminile.

Con questo "ferro" (in realtà di ferro ce n'è davvero poco) Rita ha affrontato
i temibili passi alpini, arrancando al mio fianco, e l'ho vista piangere di dolore
per i crampi o per fitte alla schiena senza che desistesse mai dal suo proposito,
soffrendo in silenzio fino alla vetta, fornendo così autentiche e commoventi
prove di carattere e volontà che mi hanno reso orgoglioso di lei una volta di più
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L'ultima bicicletta da corsa di Rita, da me ideata ed assemblata come un oggetto di design
ma tenendo pure conto delle esigenze biomeccaniche femminili e sue specifiche, visualizzando
un'estetica forte e molto personale; il telaio Olmo Dymanic Plus si basa su un triangolo in tubi
di alluminio classe 7005 microlegato, a doppio spessore, con carro posteriore in carbonio
dotato di foderi svergolati a profilo slalom; la forcella anteriore a profilo aerodimanico è in
carbonio, sia i foderi che il cannotto; la serie sterzo ahead da 1 1/8" è integrata nel piantone
e l'attacco è opportunamente sollevato con due distanziali in carbonio della Gass; il cannotto
reggisella è un pregevole pezzo della Selcof, monoscocca in carbonio su progetto CAD della
Pesenti, con bullonerie in titanio e peso nell'ordine dei 130g, e regge una sella Selle Italia
Novus su progetto Ferrari Engineering (purtroppo fuori produzione) nella versione con telaio in
carbonio, la cui estetica con pelle rossa e gialla si sposa alla perfezione con la grafica del telaio.
La piega manubrio è una 3T Prima 220 misura 40 in Alutan 7000, rigida e leggerissima (220g),
e porta due ergopower Campagnolo Record Titanium; i freni sono sempre Campagnolo Record,
gruppo al top di gamma della celebre casa veneta, così come i leggerissimi mozzi tutti in ergal
7075-T6 (assi e ruota libera compresi) dalla gamma Record 10V, montati con 36 raggi americani
Marwi Union sfinati (2,0-1.6-2,0 mm) con nipples in ergal su cerchi FIR SC 150 rossi, forse i
più leggeri cerchi da 28" in lega d'alluminio 6082 per copertone mai realizzati (circa 390g
cadauno), nati per un atleta i vista dei campionati mondiali e rimasti in produzione per un 
solo anno; la raggiatura è incrociata in 4^ (per un maggiore confort) e agli incroci della
ruota posteriore ho applicato legature in rame dorato coperte di stagno, per aumentarne
la rigidità sotto trazione (i cerchi sono piuttosto flessibili); le coperture sono ottime ed
affidabili Continental Grand Prix 3000 nella misura 700x23mm (sempre alla ricerca di
maggiore confort) serviti da camere d'aria Continental Grand Prix Supersonic da 56g
e flap paranipples in nastro di poliestere superleggero; completano le masse rotanti
gli sganci rapidi superleggeri FRM in titanio 6Al-4V ed ergal 7075-T6 da 63g la coppia;
 la guarnitura campagnolo Racing T (la versione tripla della dotazione Record) prevede
 tre plateau da 50-40-30 denti con pedali Look PP256 in carbonio, customizzati
"Rita Edition" con assi opzionali PMP in titanio e colorazione asimmetrica rosso
Alfa AR 501 / giallo taxi applicata da me personalmente e che riecheggia la
scelta asimmetrica delle coperture (gialla al posteriore e rossa all'anteriore) ed i
colori di telaio, sella e borracce Olmo, realizzando un equilibrio di asimmetrie
speculari che ritengo molto piacevole e sicuramente insolito; il deragliatore centrale
ed il cambio a gabbia lunga sono della gamma Campagnolo Racing T, con catena
Sram PC 71 e pacco pignoni realizzato custom con elementi Marchisio Aviotek
e scalatura 12-30, permettendo di utilizzare un rapporto 1:1 (30-30) che equivale
a 2,1 metri a pedalata completa! Sul manubrio, alle bullonerie dell'attacco, è applicato
un Cinelli Check Point, pratico porta-strumenti a sbalzo che crea uno slancio
all'avantreno, sul quale ho montato un computer professionale Echo cordless;
ulteriore finezza è rappresentata dai cavi di trasmissione: quelli anteriori sono
tutti neri su fondo nero, mentre quelli del freno posteriore e del cambio sono
gialli (dalla gamma Casiraghi Slider), in quanto la porzione di telaio sottostante
è anch'essa gialla; inoltre, il nastro manubrio parte nero dall'attacco ma passa
al giallo nella parte sottopiega, per spezzare le preponderanza di nero nella
parte anteriore; il marsupietto sottosella ed i tappi delle valvole gialli in tinta, oltre
ai bulloni in ergal rossi per il movimento centrale perfezionano il contrappunto
cromatico; infine, due gabbie portaborraccia in carbonio T2 Carbon Cage,
realizzati in esclusiva da uno sponsor tecnico del T2 team, raccordano perfettamente
le parti grafiche in colore nero del telaio e comportano un aggravio di peso
trascurabile, meno di 20g cadauna.

Il peso della bici è 8,45kg; essa coniuga la leggerezza, la scorrevolezza meccanica
e la postura efficiente della bici corsa con i cortissimi rapporti e la frenata molto
potente tipici di una mountain bike; se ci si aggiunge l'estetica estremamente
personalizzata e gradevole non posso che essere compiaciuto del lavoro svolto;
inoltre il telaio raccolto, le prolunghe distanziali applicate al cannotto della forcella
e l'attacco ahead-set molto corto e con piega positiva rivolta in alto permettono
una postura più sollevata, assecondando le esigenze anatomiche femminili.